PERCHE’ E’ NATA L’ASSOCIAZIONE “DA BAMBINA A DONNA A MADRE” ?
L’idea di costituire un’associazione come questa è stata concepita nel mese di marzo del 2000, durante una bellissima cena a casa di Valeria Ragazzini ( attuale Presidente dell’Associazione ), la quale ha incuriosito e suggestionato tutti i commensali con il racconto del suo recente viaggio in Perù, ove oltre a visitare il classico Machu Pichu, si è spinta verso nuovi orizzonti (come sua indole) per conoscere meglio come vive la gente del luogo, special modo quella che vive in situazioni di disagio sociale. Ascoltare i racconti delle “bambine-madri” o della vita del “Cerro Amauda” ha suscitato in tutti noi una domanda: noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per aiutarli? Il timore di tutti noi era la “non fiducia” in alcune organizzazioni umanitarie molto note al grande pubblico, ove purtroppo se si vanno a leggere i bilanci ci si rende conto che l’80/90 % dei fondi raccolti sono destinati alle spese di gestione, a nostro avviso un’assurdità. A quella cena si sono succeduti una serie d’incontri ai quali hanno partecipato un gruppo di amici che avevano voglia di fare. Il motore di tutto è stata Valeria perché con la sua decisione di volersi prendere cura del Progetto in prima persona è stato per noi una grande gioia. Valeria era sicuramente la persona giusta per una serie di valori che tutti gli riconoscevamo: capacità, entusiasmo, energia, onestà, nonché la sua “privilegiata” condizione sociale. Il 7 giugno del 2000, presso lo studio notarile del Notaio Riccardo De Corato è stata costituita l’Associazione ONLUS “ Da bambina a donna a madre”, con Presidente Ragazzini Valeria, Vice Presidente Disperati Gianni e Segretario Misischia Marcello, oltre ad altri 7 consiglieri.
SCOPO DELL’ASSOCIAZIONE
Come recita l’articolo 2 dello Statuto dell’Associazione….L’Associazione si propone il perseguimento, in via esclusiva, di finalità di solidarietà sociale ed in particolare di promuovere ogni iniziativa e collaborazione volta a realizzare forma di assistenza sociale, socio-sanitaria e di istruzione in favore delle cosiddette bambine-madri in stato di abbandono o di emarginazione sociale, soprattutto nei Paesi dell’America Latina, creando i presupposti perché siano accolte in strutture adeguate nelle quali siano assistite e preparate alla maternità, alla cura ed educazione dei loro bambini, nonché all’apprendimento di un mestiere che le renda autosufficienti. |